sostantivo · Regionale · ahb-BYOK-ko
La sonnolenza improvvisa e irresistibile che cala dopo un pasto abbondante. Di origine romanesca e centro-italiana, è oggi compreso e usato in tutta la penisola.
Italia · italiano
L’Italia ha unificato la propria lingua relativamente tardi, e lo slang mostra ancora le cuciture. Molto di ciò che passa per slang italiano è dialetto che è uscito dalla sua città: le parole romane e napoletane, in particolare, hanno fatto il giro del paese attraverso il cinema e la televisione senza perdere il timbro locale, e quasi tutti le riconoscono anche dove nessuno le direbbe.
L’altra cosa che conta è quanto lavoro facciano il gesto e l’intonazione. Diverse schede qui sotto riguardano parole il cui significato sta quasi tutto nella resa: dette in un modo sono un complimento, dette in un altro una stroncatura. Quando è così, le note d’uso contano più della definizione.
Le schede segnalano inoltre quali termini sono regionali, quali sono ormai da genitori e quali sono più pesanti di come suonano — le tre cose che un dizionario di slang sbaglia più facilmente.
47 termini, ciascuno con accezioni e frasi di esempio.
Ogni pagina qui sotto raccoglie tutti i termini di slang italiano che abbiamo su uno stesso tema, uno accanto all’altro.
I termini qui sotto sono quelli con più dettagli d’uso: registro, origine e le situazioni in cui vanno storti. Conviene leggerli per intero prima di tutti gli altri.
47 termini
sostantivo · Regionale · ahb-BYOK-ko
La sonnolenza improvvisa e irresistibile che cala dopo un pasto abbondante. Di origine romanesca e centro-italiana, è oggi compreso e usato in tutta la penisola.
locuzione, modo di dire · Colloquiale
Mantieni il segreto, non fiatare, non dirlo a nessuno. L'immagine è quella di chi tiene un sorso d'acqua in bocca trovandosi nell'impossibilità fisica di parlare.
interiezione, avverbio · Colloquiale · ahl-LOH-rah
Dunque, bene, insomma. Segnale discorsivo onnipresente che apre una frase, riempie una pausa, richiama l'attenzione di una stanza o introduce una conclusione. Gli insegnanti ci iniziano la lezione e i camerieri l'ordinazione.
+1 altra accezione
locuzione, modo di dire · Colloquiale
Esaurirsi in un lampo, vendersi a grandissima velocità, sparire dagli scaffali.
interiezione · Regionale · ah-OH
Ehi, oh. Il richiamo romanesco per eccellenza, usato per aprire una frase, salutare un amico da lontano o esprimere esasperazione. Quanto di più romano possa esistere.
sostantivo · Colloquiale
Un aperitivo accompagnato da un buffet abbastanza ricco da sostituire la cena: si paga la consumazione e il cibo è incluso. Un'istituzione milanese e una classica strategia di sopravvivenza studentesca.
aggettivo · Colloquiale
Inconcepibile, incredibile — usato nel parlato in modo molto più ampio rispetto al senso logico rigoroso, come indicatore generico di tutto ciò che appare straordinario, esasperante o estremo.
locuzione, modo di dire · Colloquiale
Essere addentro a un affare o a un ambiente, disponendo di ottime entrature, contatti e conoscenze riservate. Può indicare un'influenza utile e legittima oppure traffici poco limpidi.
Usala con cautela
verbo · Informale
Cogliere sul fatto, sorprendere qualcuno in flagrante: 'mi hanno beccato'.
+1 altra accezione
interiezione · Colloquiale · BOH
Non lo so; chi lo sa; non ne ho idea. Una risposta compiuta a sé stante, solitamente accompagnata da un'alzata di spalle e dagli angoli della bocca piegati all'ingiù.
interiezione · Colloquiale
Mi spiego? Chiaro? Intercalare interrogativo appoggiato a fine frase per verificare che l'interlocutore stia seguendo il filo del discorso.
+1 altra accezione
interiezione, sostantivo · Colloquiale
Eufemismo per una parola ben più volgare, usato sia come esclamazione sia come rafforzativo interrogativo: 'che cavolo vuoi?'.
+1 altra accezione
locuzione · Volgare
Versione rafforzata e ancora più esasperata di 'che palle': che noia mortale, che seccatura infinita.
Usala con cautela
locuzione · Colloquiale
E io che ne posso sapere? Usato anche all'interno della frase come intercalare per introdurre un esempio preso a caso: 'un libro, che ne so, o una pianta'.
locuzione, interiezione · Volgare
Che noia, che barba, che seccatura. Lamentela comunissima per esprimere fastidio o monotonia più che una vera disgrazia.
Usala con cautela
locuzione · Informale
Va bene, ha senso, è comprensibile, ci può stare. Indica che una proposta o una situazione è accettabile o ragionevole.
+1 altra accezione
interiezione, avverbio · Colloquiale · choh-EH
Insomma, voglio dire, tipo. Formalmente un connettivo esplicativo, nella pratica uno dei riempitivi (tic discorsivi) più frequenti dell'italiano parlato, specialmente tra i giovani.
sostantivo · Informale
Qualcosa di eccezionale, una meraviglia, una trovata geniale: 'Che figata!'.
aggettivo, sostantivo · Informale · FEE-go
Bello, forte, brillante. 'Che figo!' esprime entusiasmo e approvazione.
+2 altre accezioni
Usala con cautela
interiezione · Colloquiale
Di nulla, ci mancherebbe, non c'è di che. La risposta cortese predefinita a un ringraziamento o a delle scuse.
+1 altra accezione
verbo · Informale
Disinteressarsi completamente di qualcosa, infischiarsene. 'Me ne frego': non me ne importa nulla. 'Chi se ne frega': a chi vuoi che importi.
aggettivo, sostantivo · Colloquiale
Astuto, scaltro, lesto a cogliere il proprio tornaconto. Esprime ammirazione e disapprovazione al tempo stesso: il furbo riesce sempre a cavarsela, e gli italiani nutrono un'eterna ambivalenza sul fatto che questa sia una virtù o un vizio civile.
+1 altra accezione
Usala con cautela
interiezione · Colloquiale · mah-KEH
Nient'affatto, ma quando mai, figuriamoci. Smentita secca ed enfatica di quanto è stato appena ipotizzato dall'interlocutore.
interiezione, avverbio · Colloquiale · mah-GAH-ree
Volesse il cielo! Altroché! Da solo esprime un desiderio intenso che chi parla ritiene però poco probabile.
+2 altre accezioni
interiezione · Colloquiale
Uhm; chissà; staremo a vedere. Esprime dubbio, scetticismo o un'incertezza rassegnata rispetto a quanto è stato appena detto.
interiezione · Informale · mah-NAH-jah
Accidenti, maledizione. Imprecazione blanda di disappunto o frustrazione, spesso ampliata in 'mannaggia a te' o 'mannaggia la miseria'.
locuzione, interiezione · Colloquiale
Per fortuna, grazie al cielo. Esprime sollievo per uno scampato pericolo o perché le cose sono andate meglio del previsto.
aggettivo · Colloquiale
Incredibile, straordinario, fuori dal comune — perlopiù in senso positivo ed entusiastico, ma applicabile a qualsiasi cosa raggiunga proporzioni estreme.
interiezione, locuzione · Informale
Accidenti, maledizione. Il membro socialmente accettabile di una nutrita famiglia di esclamazioni costruite con 'porca…', le cui altre varianti sono bestemmie vere e proprie e risultano gravemente offensive.
Usala con cautela
interiezione · Colloquiale
Non c'è di che (come risposta standard a 'grazie').
+3 altre accezioni
sostantivo · Informale
Ragazzi, gente. Accorciamento di 'ragazzi' usato come vocativo per rivolgersi a un gruppo di amici indipendentemente dal genere dei presenti.
sostantivo · Informale
Un seccatore, un importuno che non ti lascia in pace. La variante educata e spendibile ovunque di un'espressione più cruda costruita sullo stesso verbo ('rompipalle', 'rompicoglioni').
verbo · Informale
Darsi un gran daffare, prodigarsi, faticare per risolvere qualcosa. Il sostantivo derivato 'sbattimento' indica una grossa seccatura o una faticaccia.
interiezione, aggettivo · Informale
Tranquillo, rilassati, non ti preoccupare. Gergo giovanile di origine romana, ormai ampiamente compreso in tutta Italia.
verbo · Informale
Perdere le staffe, dare di matto, andare fuori di testa per lo stress o la frustrazione.
verbo · Colloquiale
Infastidire, importunare, dare noia. Uno 'scocciatore' è una persona insistente e molesta.
+1 altra accezione
aggettivo, sostantivo · Informale
Un perdente; una persona cronicamente sfortunata, impacciata o priva di fascino sociale. Il sostantivo corradicale 'sfiga' indica semplicemente la sfortuna.
Usala con cautela
verbo · Informale
Smascherare qualcuno, scoprire cosa sta tramando, mangiare la foglia. Più acuto di 'beccare': implica l'aver intuito un inganno o un secondo fine, non solo il cogliere sul fatto.
verbo · Informale
È fortissimo, rende alla grande, fa un figurone. 'Questo pezzo spacca': questo brano è una bomba.
sostantivo · Colloquiale
Il classico aperitivo arancione o rosso a base di prosecco, bitter (Aperol, Campari o Select) e una spruzzata di seltz. Ordinarne uno è la mossa d'apertura standard della serata italiana.
interiezione · Volgare
E allora? Chi se ne importa? Interiezione romanesca volgare, costantemente usata a sproposito fuori dal Lazio: a Roma esprime totale indifferenza, mai stupore o ammirazione, e i romani non mancano mai di farlo notare.
Usala con cautela